L’Esperienza dei Summer Camps

pilikum General Ecosystem @it

FairCoop sta iniziando a consolidare le sue nuove forme di organizzazione. Finalmente, grazie al lavoro dell’ultimo Campo Estivo, svoltosi a Decentrale, Mont Soleil, Svizzera con l’aiuto di SynergieHub e di SCI Schweiz, un nuovo schema operativo è emerso i cui dettagli presenteremo prossimamente. Lassú, nello Jura, abbiamo trascorso otto settimane di intenso lavoro, nelle quali furono affrontati differenti aspetti relativi all’ecosistema FairCoop. Due mesi di piacevole coabitazione e costante flusso di idee, il cui sviluppo vi presentiamo qui sotto.

30 Luglio – 13 Agosto
Introduzione all’ecosistema FairCoop. Come creare un nodo locale nella tua regione

Il primo Campo Estivo di FairCoop ha presentato a giovani di tutto il mondo (Ucrania, Messico, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Italia, Etiopia) i principi della permacultura, dell’autoarricchimento, della sinergia, della solidarietà, delle cooperative, delle economie alternative in generale, del giornalismo cittadino, delle scuole democratiche, ecc… Lavorare alla costruzione della cupola, della yurta, tagliare il legno, la ristrutturazione della veranda, sono stati una parte importante dell’apprendimento su come auto organizzarsi e condividere i valori della vita in comunità.

All’inizio il campo fu “caotico”, secondo i partecipanti; più tardi, si resero conto che il “caos” faceva parte dell’ordine che avevano bisogno di stabilire con i loro ospiti. I lavori intensivi dentro e fuori della casa, nella cucina, promuovendo la diversità ed un cibo vegetariano, escursioni di fine settimana a laghi e masi di montagna, a città dello Jura: tutto faceva parte del piano per imparare e godere tanto quanto fosse possibile durante questo processo.

I giovani erano sorpresi di vedere l’uguaglianza tra di noi, nel senso che non esistevano rappresentazioni classiche dell’autorità come proprietari, leaders, maestri…Spesso non capivano tutto ciò che veniva espresso nei gruppi di lavoro e nelle presentazioni, come un complesso studio di teoria e prassi di soggetti come la permacultura,l’anarchia, le cooperative, l’economia del blockchain e delle crypto monete, all’inizio protestando per l’eccesso di informazione. I partecipanti furono lentamente introdotti all’uso di Telegram, all’installazione di portafogli FairCoin, all’acquisto di qualche FairCoin, spendendone qualcuno nel bar Espace Noir di St. Immier ed imparando molto su come le differenze possano armonizzarsi pacificamente in un gruppo eterogeneo di persone.

E’stato interessante che uno delle “conclusioni” delle persone che parteciparono al primo dei quattro campi estivi dedicati allo sviluppo ulteriore di FairCoop, fu che hanno avuto modo di assistire al movimento necessario per cambiare il mondo dal suo attuale sistema capitalista.

16 Agosto – 23 Agosto
Blockchain al femminile

Durante la terza settimana di agosto ebbe luogo un incontro di donne per imparare e riflettere su questa nuova tecnologia. È stata una grande opportunità per incontrarsi, vivere insieme ed imparare, sia da Blockchain che dalla necessità di riadattare le aspettative di tutte quando vogliamo avanzare in un gruppo verso un obiettivo comune. Donne di diversa estrazione, conoscenza ed aspettative, hanno intrapreso l’attività dell’auto organizzazione, sia a livello accademico che logistico, con risultati diversi. L’esperienza è stata sicuramente molto arricchente.

Oltre all’enorme e preoccupante divario di genere e di classe che questa nuova tecnologia sta generando, abbiamo imparato alcune delle enormi possibilità che emergeranno nell’immediato futuro da esso. Complicato ma emozionante, abbiamo capito come l’ecosistema di FairCoop utilizza questa opportunità tecnologica per generare valore e sostenere la creazione di un mondo più giusto. Ci siamo soffermate anche sulla creazione di uno spazio per lo studio del cryptotrading e la sua complessità, al fine di contribuire da una prospettiva femminista/femminile.

Non meno importante è stata la realizzazione che trascurare la cura per l’altro e coscientemente generare spazi di scambio e di riflessione – su quello che vogliamo, e come vogliamo fare le cose – ci porta sempre a modi di fare che ci restringono. È necessaria una vera e propria riflessione di ciò che dobbiamo fare nella nostra vita quotidiana, se vogliamo davvero organizzarci dal basso e cooperativamente – senza che nessuno debba dirigere o supervisionare qualcun altro. Dobbiamo anche chiederci se vogliamo che gli spazi cooperativi veramente cooperino, affinché, nonostante la cultura individualistica e gerarchica in cui siamo stati cresciuti, siamo in grado di creare spazi in cui essere liberi di dare il meglio di noi, e così facendo prendersi cura della gente e del pianeta.

23 Agosto – 6 Settembre
Lavoro aperto cooperativo dell’ecosistema FairCoop

Questo modulo è stato destinato per coloro che erano già esperti nell’equilibrio FairCoop ed ha avuto come obiettivo il perfezionamento e lo sviluppo dei protocolli e le modalità di organizzazione di FairCoop già esistenti e alcune nuove aggiunte.

Il workshop ha accolto con piacere a Mont Soleil persone provenienti da Svizzera, Francia, Austria, Catalogna / Spagna, Argentina, Grecia, Italia, Sudafrica, Filippine … e siamo particolarmente lieti di aver ricevuto alcune persone provenienti da Bakur nel Kurdistan (stato turco),  espressamente venuti a imparare a fondere il proprio stile di cooperativismo auto organizzato con i nostri.

L’obiettivo di questo campo estivo era quello di sviluppare cinque aree di lavoro cooperativo aperto. Queste aree erano: benvenuto, comunicazione, gestione comune, economia circolare e tecnologia. In ciascuna delle aree è stata creata una assemblea che si occupa delle priorità dell’area e definisce i compiti da svolgere e pagati in modo equo e aperto – semplificando il modo in cui ogni partecipante dell’ecosistema ha l’opportunità di essere premiata in base al tempo trascorso nel compimento di compiti utili-.

È stato proposto un budget comune (approvato più tardi nell’assemblea di FairCoop di settembre) per iniziare questo metodo di collaborazione innovativo e inclusivo. La maggior parte delle aree ha anche attivato ruoli di facilitatori che contribuiranno allo sviluppo delle assemblee e dei compiti, e sono state introdotte anche alcune sottoreti, in attesa di una struttura aperta di coop ancora più decentralizzata. Abbiamo anche imparato a dinamizzare le assemblee e le tecniche di scrum / agile e applicarle alle nuove Aree di FairCoop.

Ci siamo concentrati fortemente sulla nuova Area di Economica Circolare, intesa ad aumentare la partecipazione a FairCoop a livello locale, e questo sembra aver ottenuto successo, considerando il numero di nuovi Nodi Locali che sono stati formati in seguito al Campo Estivo. Abbiamo anche lavorato molto sulla Area di Benvenuto, Media e Comunicazione, e le aree Tech.

Non potevamo lasciare lo Jura senza prendere qualche birra pagandola in FairCoin nel fantastico bar Espace Noir e la camminata da Mont Soleil a St. Imier fu cosi memorabile quanto il ritorno in funicolare!

Sentiamo veramente che il Campo Estivo è stato una enorme iniezione di energia nel progetto, dove abbiamo sbloccato alcune questioni di lungo corso e che ci ha permesso di spostare tutto ad un altro livello. Questo processo è in corso da allora e vedremo presto i risultati. E’ stato anche un gran divertimento incontrare coloro che conoscevamo solo virtualmente. FairCoop si basa tutto su costruire la fiducia e la comunità, a differenza di molti altri progetti ‘crypto’ che si concentrano sull’individualismo, quindi è stato vitale poter interagire faccia a faccia e di persona con le altre persone che costruiscono il progetto. C’era molta cucina e pulizia, anche un po ‘di ballo e risa!

7 – 22 Settembre
Sviluppare un modello di governo glocale

Oltre agli immediati passi di sviluppo della struttura organizzativa dei progetti FairCoop per la fase dei prossimi mesi e anni, abbiamo esaminato i modi per scalare (diffondere) una cultura di governo alla società in generale. Una cultura di governo che abbraccia l’autonomia e fornisce risposte autorevoli a ciò che vogliamo collettivamente accettare di fare.

Persone dalla Svizzera, Finlandia, Spagna, Sudafrica, Austria e Grecia sono state coinvolte in questa parte del campo estivo. Ci siamo concentrati sulla raccolta di varie pratiche di governo come il modello della Costellazione, la Sociocrazia 3.0 e le Assemblee aperte di stile occupato.

La struttura di governance risultante da questi workshop è quella di essere parallela alle strutture di governo. Non mira a sostituirli. È complementare a loro. Essa ha tuttavia il potere inerente di trasformarli o di creare nuove strutture che rendono obsolete le vecchie. È glocale, traslocale in natura. È decentralizzata, alimentata dalla partecipazione interdipendente e casuale di gruppi locali e translocali di persone.

Questa cultura di governo non prende decisioni. La sua funzione è di facilitare la consapevolezza del consenso attuale nella società. Una volta che si verifica una realizzazione collettiva, non ci dovrebbe essere alcuna necessità di prendere “decisioni”. Tuttavia, quando vengono prese le decisioni in altre strutture di governo parallele, questa realizzazione collettiva viene presa in considerazione nell’ambito dell’accordo sul cammino scelto. Abbiamo definito modi per attuare una cultura di governance così glocale che può essere presa in considerazione mentre andiamo oltre.

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